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Guida· isee 5 min di lettura

ISEE corrente vs ISEE ordinario

Quando l'ISEE ordinario non fotografa più la situazione reale (perdita lavoro, calo reddito) puoi richiedere l'ISEE corrente.

Aggiornato il 21 giugno 2026
Scritto da Giulia Rossi
Commercialista e consulente fiscale · Pubblicato 01 marzo 2026 · Aggiornato 21 giugno 2026

Le due tipologie

L'ISEE ordinario si basa sui redditi di due anni prima (N-2) e sul patrimonio del 31 dicembre dello stesso anno N-2. È valido fino al 31 dicembre dell'anno in corso.

L'ISEE corrente aggiorna l'indicatore con redditi e situazione lavorativa degli ultimi 12 mesi (o degli ultimi 2 mesi per pensioni/trattamenti). Va richiesto quando la situazione attuale è peggiorata rispetto a quella fotografata dall'ISEE ordinario.

Quando conviene l'ISEE corrente

  • Perdita o sospensione del lavoro (licenziamento, dimissioni per giusta causa, fine contratto)
  • Riduzione superiore al 25% del reddito complessivo
  • Variazione del patrimonio mobiliare superiore al 20% (in negativo)
  • Cessazione di trattamenti assistenziali

Validità

L'ISEE corrente vale 6 mesi (12 mesi se aggiornata solo la parte reddituale). Va rinnovato se la situazione peggiora ulteriormente o si avvicina la scadenza.

Per il calcolo serve un ISEE ordinario già valido: l'ISEE corrente lo integra, non lo sostituisce.

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Fonti

  • INPS — ISEE corrente, circolare 171/2014

Domande frequenti

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