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Guida· conto-deposito 7 min di lettura

Conto deposito: conviene davvero?

Analisi completa del conto deposito vincolato: rendimento netto, tassazione, vantaggi del FITD e confronto con BTP, ETF monetari e liquidità.

Scritto da Marco Ferri
Esperto di finanza personale e analista di mercato · Pubblicato 10 aprile 2026 · Aggiornato 21 giugno 2026

Come funziona un conto deposito

È un deposito a tempo aperto presso una banca italiana o europea: il risparmiatore vincola una somma per un periodo prefissato (3, 6, 12, 24, 36, 60 mesi) ricevendo un tasso d'interesse predefinito.

Lo svincolo anticipato è generalmente possibile ma fa perdere gli interessi maturati o ne taglia una quota. I conti svincolabili offrono tassi più bassi.

Rendimento lordo vs netto

Sul tasso lordo promesso si applica la ritenuta del 26% a titolo d'imposta e il bollo annuo dello 0,20% sull'intera giacenza.

Un conto deposito al 3,50% lordo a 12 mesi rende quindi circa 2,39% netto: la differenza è significativa e va sempre considerata nei confronti.

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FITD: la garanzia statale

I depositi presso banche aderenti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) sono garantiti fino a 100.000 € per depositante e per banca. Limite analogo nei sistemi europei equivalenti.

Per cifre superiori conviene frazionare su più istituti per restare entro la soglia di protezione.

Conto deposito vs BTP: confronto reale

BTP scadenza 12 mesi al 3,80% lordo → netto ≈ 3,33% (tassazione 12,5%). Conto deposito al 3,80% lordo a 12 mesi → netto ≈ 2,61% (tassazione 26% + bollo 0,20%).

A parità di tasso lordo il BTP rende quasi 0,7 punti in più netto. Il conto deposito ha senso quando offre 1,5–2 punti lordi in più del BTP di pari durata, oppure quando si vuole evitare l'oscillazione di prezzo del titolo.

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Fonti

  • Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi
  • D.L. 201/2011 (bollo)
  • Banca d'Italia — Bollettini di vigilanza

Domande frequenti