Regime forfettario 2026: guida completa
Il regime forfettario in Italia: come funziona, chi può accedere, quanto si paga davvero. Esempi pratici per artigiani, professionisti e e-commerce.
Cos'è il regime forfettario
Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 e progressivamente esteso. È riservato a persone fisiche con partita IVA che svolgono un'attività di impresa, arte o professione e che rispettano determinati requisiti di ricavi e altre soglie.
Si chiama 'forfettario' perché il reddito imponibile non è calcolato come differenza tra ricavi e spese, ma applicando un coefficiente di redditività al fatturato.
Requisiti di accesso 2026
- Ricavi/compensi nell'anno precedente fino a 85.000 € (con uscita automatica oltre 100.000 € durante l'anno)
- Spese per lavoro dipendente e collaboratori inferiori a 20.000 €
- Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 € nell'anno precedente (eccetto cessazione)
- Non aver effettuato cessioni intracomunitarie significative o operazioni con paesi extra-UE non in semplificato
- Non controllare società o partecipazioni in attività simili
Le aliquote: 5% o 15%
L'imposta sostitutiva è del 15% per chi è in regime forfettario, ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se si tratta di nuova attività (e non prosecuzione di un'attività precedente). Sostituisce IRPEF, addizionali regionali/comunali, IRAP e IVA.
Coefficienti di redditività
Il coefficiente di redditività varia per codice ATECO. È la percentuale del fatturato considerata reddito imponibile.
- Professionisti e consulenza: 78%
- Industria e artigianato: 67%
- Commercio al dettaglio non alimentare: 62%
- Commercio ambulante alimentare: 54%
- Commercio al dettaglio alimentare: 40%
- Intermediari del commercio: 86%
Esempio di calcolo
Professionista (coefficiente 78%) al 2° anno di attività con fatturato 50.000 €:
Reddito forfettario = 50.000 × 78% = 39.000 €
Contributi INPS (gestione separata 26,07%) = 39.000 × 26,07% ≈ 10.167 €
Imponibile fiscale = 39.000 − 10.167 = 28.833 €
Imposta sostitutiva (5% perché in fase startup) = 28.833 × 5% ≈ 1.442 €
Netto in tasca = 50.000 − 10.167 − 1.442 = 38.391 €
Pro e contro del forfettario
- PRO: niente IVA in fattura (cliente B2C la apprezza)
- PRO: contabilità ultra-semplificata, niente ISA, niente ritenuta d'acconto
- PRO: aliquota 5% per i primi 5 anni se nuova attività
- PRO: niente IRAP, addizionali, IVA a debito
- CONTRO: niente deducibilità spese reali (se hai molte spese conviene l'ordinario)
- CONTRO: limite 85.000 € può essere stretto in fase di crescita
- CONTRO: niente deduzione contributi previdenziali integrativi (PIP, fondi)
Quando NON conviene
Il forfettario conviene quasi sempre fino a 65-70k €. Sopra questa soglia, se hai molte spese deducibili (auto, attrezzature, dipendenti), può convenire l'ordinario. Calcola sempre entrambe le ipotesi con un commercialista prima di scegliere.
Fonti
- Legge di Bilancio 2023 — Soglie regime forfettario
- Agenzia delle Entrate — Guida al regime forfettario
- Codici ATECO 2025 — Istat