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Guida· partita iva 8 min di lettura

Regime forfettario 2026: guida completa

Il regime forfettario in Italia: come funziona, chi può accedere, quanto si paga davvero. Esempi pratici per artigiani, professionisti e e-commerce.

Scritto da Giulia Rossi
Commercialista e consulente fiscale · Pubblicato 18 gennaio 2026 · Aggiornato 15 febbraio 2026

Cos'è il regime forfettario

Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 e progressivamente esteso. È riservato a persone fisiche con partita IVA che svolgono un'attività di impresa, arte o professione e che rispettano determinati requisiti di ricavi e altre soglie.

Si chiama 'forfettario' perché il reddito imponibile non è calcolato come differenza tra ricavi e spese, ma applicando un coefficiente di redditività al fatturato.

Requisiti di accesso 2026

  • Ricavi/compensi nell'anno precedente fino a 85.000 € (con uscita automatica oltre 100.000 € durante l'anno)
  • Spese per lavoro dipendente e collaboratori inferiori a 20.000 €
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 € nell'anno precedente (eccetto cessazione)
  • Non aver effettuato cessioni intracomunitarie significative o operazioni con paesi extra-UE non in semplificato
  • Non controllare società o partecipazioni in attività simili

Le aliquote: 5% o 15%

L'imposta sostitutiva è del 15% per chi è in regime forfettario, ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se si tratta di nuova attività (e non prosecuzione di un'attività precedente). Sostituisce IRPEF, addizionali regionali/comunali, IRAP e IVA.

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Coefficienti di redditività

Il coefficiente di redditività varia per codice ATECO. È la percentuale del fatturato considerata reddito imponibile.

  • Professionisti e consulenza: 78%
  • Industria e artigianato: 67%
  • Commercio al dettaglio non alimentare: 62%
  • Commercio ambulante alimentare: 54%
  • Commercio al dettaglio alimentare: 40%
  • Intermediari del commercio: 86%

Esempio di calcolo

Professionista (coefficiente 78%) al 2° anno di attività con fatturato 50.000 €:

Reddito forfettario = 50.000 × 78% = 39.000 €

Contributi INPS (gestione separata 26,07%) = 39.000 × 26,07% ≈ 10.167 €

Imponibile fiscale = 39.000 − 10.167 = 28.833 €

Imposta sostitutiva (5% perché in fase startup) = 28.833 × 5% ≈ 1.442 €

Netto in tasca = 50.000 − 10.167 − 1.442 = 38.391 €

Pro e contro del forfettario

  • PRO: niente IVA in fattura (cliente B2C la apprezza)
  • PRO: contabilità ultra-semplificata, niente ISA, niente ritenuta d'acconto
  • PRO: aliquota 5% per i primi 5 anni se nuova attività
  • PRO: niente IRAP, addizionali, IVA a debito
  • CONTRO: niente deducibilità spese reali (se hai molte spese conviene l'ordinario)
  • CONTRO: limite 85.000 € può essere stretto in fase di crescita
  • CONTRO: niente deduzione contributi previdenziali integrativi (PIP, fondi)

Quando NON conviene

Il forfettario conviene quasi sempre fino a 65-70k €. Sopra questa soglia, se hai molte spese deducibili (auto, attrezzature, dipendenti), può convenire l'ordinario. Calcola sempre entrambe le ipotesi con un commercialista prima di scegliere.

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Fonti

Domande frequenti