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Guida· mutui 9 min di lettura

Come calcolare la rata del mutuo nel 2026

Tutto quello che serve sapere per calcolare la rata del mutuo da soli: formula, tasso fisso o variabile, costi accessori e simulazioni reali.

Scritto da Marco Ferri
Esperto di finanza personale e analista di mercato · Pubblicato 12 gennaio 2026 · Aggiornato 15 febbraio 2026

Cos'è la rata di un mutuo

La rata di un mutuo è la somma fissa (o variabile, a seconda del tipo di tasso) che paghi alla banca ogni mese per restituire il capitale ricevuto, comprensivo degli interessi maturati nel periodo. In Italia praticamente tutti i mutui usano il sistema di ammortamento alla francese, che genera rate costanti nel tempo.

All'interno di ogni rata convivono due componenti: la quota capitale (la parte che riduce il debito residuo) e la quota interessi (il costo del prestito per la banca). All'inizio del piano paghi soprattutto interessi; con il passare degli anni la quota capitale cresce e quella interessi diminuisce.

La formula matematica

La rata mensile costante di un mutuo a tasso fisso si calcola con la formula dell'ammortamento alla francese:

R = C × i × (1+i)ⁿ / ((1+i)ⁿ − 1)

Dove R è la rata mensile, C è il capitale (importo del mutuo), i è il tasso periodale (TAN annuo diviso 12) e n è il numero di rate (durata in anni × 12). Una volta nota R, il totale degli interessi pagati è semplicemente R × n − C.

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Un esempio numerico realistico

Immagina di voler comprare una prima casa a 250.000 €, con un anticipo del 20% (50.000 €). La banca ti finanzia 200.000 € a tasso fisso del 3,5% per 25 anni (300 rate mensili). Applicando la formula otteniamo una rata di circa 1.001 € al mese, per un totale di interessi pari a 100.302 € nell'arco dei 25 anni.

Se la durata fosse di 30 anni anziché 25, la rata scenderebbe a 898 € (più sostenibile mese per mese), ma gli interessi totali salirebbero a 123.337 €. La scelta tra durate diverse è quindi un compromesso tra liquidità mensile e costo complessivo del finanziamento.

TAN, TAEG e gli altri costi

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è il tasso usato per calcolare gli interessi sulla rata. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) include invece TUTTI i costi accessori: spese di istruttoria, perizia, incasso rata, assicurazione obbligatoria, imposta sostitutiva. Per legge ogni offerta di mutuo deve esporre il TAEG.

Quando confronti due mutui guarda sempre il TAEG, non il TAN. Una banca con TAN basso ma molte spese può essere meno conveniente di un'altra con TAN leggermente più alto ma zero spese accessorie.

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Tasso fisso o variabile?

Il tasso fisso ti protegge da eventuali rialzi dell'Euribor e ti dà la certezza della rata per tutta la durata del mutuo. È consigliato in periodi di tassi in crescita o quando vuoi sicurezza nel bilancio familiare.

Il tasso variabile parte solitamente più basso (talvolta anche dell'1-1,5%) ma è soggetto alle variazioni dell'Euribor: se i tassi salgono, sale anche la tua rata. È adatto a chi ha capacità di assorbire eventuali rialzi e prevede una discesa dei tassi.

Errori comuni da evitare

Quando calcoli la rata del mutuo, attenzione a questi errori frequenti:

  • Considerare solo il TAN dimenticando spese accessorie e assicurazioni
  • Sottostimare il rapporto rata/reddito (massimo consigliato 30-35% del netto)
  • Ignorare l'imposta sostitutiva (0,25% prima casa, 2% altre)
  • Non valutare il costo notarile (variabile, ma stimabile 2.000-3.000 €)
  • Confrontare due mutui con durate diverse senza ricalcolare il costo totale

Quando conviene la surroga

Se hai già un mutuo a condizioni meno vantaggiose puoi trasferirlo gratuitamente in un'altra banca tramite la surroga (Legge Bersani 2007). Nessun costo per il cliente: la nuova banca si fa carico delle spese.

Una differenza di anche solo 0,8-1 punti percentuali può tradursi in risparmi di migliaia di euro nell'arco di 20-25 anni. Vale sempre la pena fare una simulazione con il calcolatore di surroga.

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Fonti

Domande frequenti