ETF: tassazione in Italia
Guida completa alla fiscalità degli ETF in Italia: aliquote, ETF armonizzati e non, compensazione minusvalenze, regime amministrato e dichiarativo.
Le aliquote di base
Le plusvalenze realizzate sulla vendita di ETF e i proventi distribuiti (dividendi/cedole) sono tassati in Italia con due aliquote distinte:
- 26% — aliquota standard su ETF azionari, obbligazionari corporate, monetari, tematici
- 12,5% — aliquota agevolata sulla quota di portafoglio investita in titoli di Stato di paesi white-list (BTP, Bund, T-Bond, ecc.)
- Aliquota mista per ETF con esposizione parziale a titoli di Stato (es. ETF aggregate bond Europa)
ETF armonizzati e non armonizzati
Un ETF UCITS armonizzato (conforme alla direttiva europea) è la forma più diffusa e fiscalmente più favorevole per l'investitore italiano: tassazione 26%/12,5% a titolo d'imposta, niente compilazione del quadro RW per ETF detenuti tramite intermediario italiano.
Gli ETF non armonizzati (tipicamente americani come SPY, VTI, QQQ) sono tassati in modo molto sfavorevole in Italia: i proventi entrano nel reddito complessivo IRPEF con aliquote progressive fino al 43%. Per questo motivo i broker italiani autorizzati spesso non li offrono ai retail.
Compensazione minusvalenze
Asimmetria fiscale importante: le plusvalenze su ETF sono ‘redditi di capitale’ (non compensabili con minusvalenze) mentre le minusvalenze su ETF sono ‘redditi diversi’ (compensabili solo con plusvalenze di azioni, obbligazioni, derivati).
Per usare lo zaino fiscale conviene quindi affiancare agli ETF qualche azione o ETC: solo così sarà possibile compensare eventuali perdite passate.
Bollo dello 0,20%
Sul controvalore di mercato di tutti gli ETF in dossier titoli si applica il bollo annuo dello 0,20% (D.L. 201/2011). È addebitato trimestralmente o annualmente dalla banca e non si recupera al disinvestimento.
Su un PAC ventennale il bollo può erodere fino al 4% del montante: non è trascurabile.
Regime amministrato vs dichiarativo
Nel regime amministrato (default delle banche italiane) l'intermediario calcola, trattiene e versa l'imposta automaticamente: nulla va fatto in dichiarazione.
Nel regime dichiarativo (broker esteri come Interactive Brokers) il contribuente deve compilare quadro RT (capital gain) e RW (monitoraggio). Più complesso, ma utile per chi vuole gestire più conti.
Fonti
- TUIR — DPR 917/1986
- Risoluzione Agenzia delle Entrate 56/E/2018
- D.L. 201/2011 (bollo)