Mutuo a tasso variabile: guida 2026
Come funziona un mutuo a tasso variabile, quanto può oscillare la rata, quando conviene rispetto al fisso e quali clausole di protezione esistono.
Cos'è il mutuo a tasso variabile
Il mutuo a tasso variabile ha un TAN che cambia periodicamente (di norma ogni 3 o 6 mesi) in funzione dell'andamento dell'Euribor, l'indice interbancario europeo. La rata si modifica di conseguenza.
Il TAN è composto da Euribor (di solito 3 o 6 mesi) + spread fisso della banca. Solo lo spread non cambia: l'Euribor si aggiorna periodicamente seguendo le decisioni BCE e le aspettative di mercato.
Come funziona il meccanismo di indicizzazione
Esempio: TAN = Euribor 3M + spread 1,2%. Se l'Euribor 3M è 3,5%, il TAN del trimestre sarà 4,7%. Se al trimestre successivo l'Euribor sale al 4,0%, il TAN diventa 5,2% e la rata aumenta proporzionalmente.
L'aggiustamento avviene secondo il piano di ammortamento alla francese ricalcolato: cambia la rata (a parità di durata) o, in alcune varianti, la durata (a parità di rata).
Vantaggi e rischi
VANTAGGI: TAN iniziale tipicamente più basso del fisso (0,5-1,5% in meno), beneficio diretto se i tassi BCE scendono, costi accessori spesso più bassi.
RISCHI: la rata può salire significativamente se i tassi salgono. Tra il 2022 e il 2024 molte rate sono raddoppiate per effetto del rialzo BCE da 0% a 4,5%. Senza riserve finanziarie il rischio diventa critico.
Mutuo variabile con cap (tetto)
Per limitare il rischio esistono varianti con CAP: un tetto massimo al TAN oltre il quale il mutuo non può salire. Es: variabile con cap 5,5% significa che anche se Euribor + spread superano 5,5%, la rata si blocca a quel livello.
Il CAP ha un costo: il TAN iniziale è leggermente più alto del variabile puro (0,2-0,5% in più). È un compromesso tra protezione e convenienza, adatto a chi vuole flessibilità con un paracadute.
Esempio numerico 2026
Mutuo 200.000 €, durata 25 anni. Variabile attuale (Euribor 3M 2,5% + spread 1,2% = TAN 3,7%): rata mensile 1.024 €. Se l'Euribor sale al 5% (TAN 6,2%): rata 1.314 € (+290 €/mese, +28%).
Su 25 anni un rialzo di 200 punti base dell'Euribor può comportare 50.000 € di interessi in più. Per questo è cruciale valutare la sostenibilità della rata in scenari avversi prima di firmare un variabile.
Quando conviene il tasso variabile
Conviene a chi: ha reddito elevato e stabile (capacità di assorbire rialzi), prevede di estinguere il mutuo anticipatamente (rischio breve), ha durata inferiore a 15 anni, accetta volatilità in cambio di un TAN iniziale più basso.
Sconsigliato per: prima casa giovani famiglie, mutui molto lunghi (>25 anni), redditi al limite della sostenibilità della rata fissa. In questi casi il fisso o il variabile con cap sono nettamente preferibili.
Fonti
- BCE — Euribor e tassi interbancari
- Banca d'Italia — Indagini consumatori
- Consap — Fondo solidarietà mutui prima casa